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irefuse Italia

OKKO, l'hotel come un club per i viaggiatori più smart

A strasrburgo un nuovo concetto trasforma il tipico albergo a 4 stelle in un club per community, disegnato da Patrick Norguet

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Jérôme Galland/Okko Hotels/© SND

Un nuovo concetto di hotel tra co-working e salotto di casa anima l’esperienza di viaggio dei clienti di OKKO

 

Dopo Nantes, Grenoble, Lyon, Cannes, Rueil-Malmaison, Bayonne e Parigi, OKKO Hotels apre a Strasburgo. Il nuovo concetto di albergo di design dell'innovativa catena francese non si limita al riuscito progetto d’interni di Patrick Norguet ma vuole rivoluzionare il senso stesso di ospitalità del tipico hotel a 4 stelle. Un’idea chiara e lungimirante quella di OKKO, dove le regole inamidate del passato lasciano il posto ad un nuovo e accogliente senso di community. Cosa vuole il cliente? A questa domanda il CEO Olivier Devys ha risposto già nel 2009 con l’apertura del suo primo hotel-club. Il cuore degli alberghi della catena OKKO infatti -e la location di Strasburgo non rappresenta ovviamente un’eccezione- è rappresentato da una zona che assomiglia molto ad un ospitale luogo di co-working con l’aggiunta della sensazione di accoglienza di una casa privata. In questo spazio, dedicato al viaggiatore, si trova un angolo dove lavorare, una biblioteca, un negozio, una zona fitness e da bere e da mangiare a seconda delle ore della giornata. Tutto ciò si è poi concretizzato grazie al design di Patrick Norguet che ha progettato uno spazio aperto in cui ha integrato diversi living funzionali in grado di evolversi autonomamente ma sempre con un team presente a disposizione dell’ospite. Aperto 24 ore al giorno, il club cambia i codici dell'hotellerie e offre piatti di produzione artigianale e possibilmente bio durante il corso della giornata, e tutto è incluso nel prezzo.

Un’accoglienza insomma che fa dimenticare presto di essere in un hotel. Ispirati dalla tendenza dei boutique-hotel dove tutto è in vendita -persino la decorazione- Okko ha aperto all’interno del club anche un punto vendita che permette di acquistare e portare a casa un frammento di questa esperienza di viaggio. E per i malati di design c’è anche un negozio on line dove acquistare la biancheria Coco-Mat o ancora la sedia Kobi creata da Patrick Norguet, tutti pezzi iconici facenti parte dell’arredo dell’hotel, che possono diventare lo strumento per regalare allure alla propria abitazione. Dalle 19 alle 22 il club si trasforma poi in un luogo gourmand e conviviale ai clienti e ai local, come pure locali sono i prodotti in questa reinterpretazione dell’italianissimo aperitivo. Un’altra delle ‘isole’ del club è occupata dall’area fitness dove vari bilancieri e una sauna possono dare una mano a tenersi in forma. Per gli amanti del jogging basta rivolgersi ai trainers che vi consiglieranno vari percorsi intorno all’hotel.

Cosa ha voluto dire per un designer ripensare lo spazio parcellizzato e tradizionale dei servizi di un hotel e trasformarlo in questo open space tutto-fare? Certamente gli interni hanno dovuto aiutare il concetto a concretizzarsi. Per fare questo si è optato su una palette divertente e diversificata di colori: passiamo dal giallo senape dell’aria fitness ai colori fluo dei dettagli delle camere da letto, fino al rosso, al viola e al verde bottiglia dei vari ‘living’. Toni di colori innovativi che mano mescolare le nuance pacate con toni vitaminici capace di fare una sferzata di energia agli interni. Per gli arredi si strizza l’occhio alla lineare sobrietà giapponese, come pure nell’illuminazione che sembra imitare le pareti di carta degli interni nipponici. Per i materiali troviamo cemento lucidato, pavimenti di legno e modernissimi tappeti di lana monocromatici.

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di Paola Testoni / 13 Ottobre 2017

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