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Si può costruire una città da zero? UNStudio l'ha fatto

La Raffle City di Hangzou è una città vera e propria, un progetto faraoinico costruito ex novo

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© Jin Xing

UNStudio, firm di architettura capitanato da Ben van Berkel e Caroline Bos ha da poco svelato il suo ultimo progetto. Dopo circa 9 anni di lavori, la nuova Raffles City sorge in tutta la sua maestosità a Hangzhou, presso la foce del fiume Qiatang.

Specializzato in architettura, interior, product design, urban development e infrastructural projects, UNStudio aveva tutte le carte in regola per un progetto faraonico come questo. Aperto nel 1988 in Olanda, United Network Studio ha alzato per 30 anni l’asticella dedicandosi ai progetti più svariati tra cui edifici pubblici, infrastrutture, uffici, e complessi residenziali. Ma l’approdo è quanto di più ambizioso si possa pensare. Se la Doha’s Integrated Metro Network in Qatar, il museo Mercedes-Benz a Stuttgart, e l’Erasmus Bridge a Rotterdam sono ancora tutti da costruire, lo studio ha appena tagliato il nastro al progetto più grande: una vera e propria città.

LEGGI ANCHE: → Il nuovo skyline di Francoforte firmato UNStudio

Foto di: Seth Powers

Più di 400.000 metri quadrati che ospiteranno unità residenziali, hotel, store, sviluppati in un podium e una piazza panoramica direttamente collegati con la metro cittadina. A far la parte del leone, sono però le due torri, che svettano per 250 metri. Tabù dell’architettura moderna, questa coppia di torri è simbolo quanto mai di speranza nel futuro e fa il pari con qualche altro di recente costruzione, come il Duo di Ole Scheeren a Singapore.

Foto di: Jin Xing e Hufton+Crow

Certo, il mondo va avanti e i parallelepipedi perfetti e perfettamente uguali sono ormai lontani dall’estetica dominante. Il complesso di Hangzhou, concepito come un tutt’uno, risponde al motto “città nella città”, e le sue parti, più che a un ordine imposto, rispondono con flessibilità alle esigenze della popolazione che si appresta ad accogliere. Non due torri gemelle, dunque, monolitiche, ma diverse e cangianti.

Foto di:Hufton+Crow e Seth powers

Le facciate verso il podio riflettono la vita che vi scorre, e rimandano, attraverso le piastrelle in alluminio, prospettive pixelate ai passanti. Pannelli solari semoventi permettono l’ombreggiatura ideale durante il giorno nonché di immagazzinare la luce che illumina l’edificio di notte e modellarne il profilo.

Foto di: Hufton+Crow

Raffles City è stata progettata per disporre di tutto al proprio interno e per essere in gran parte accessibile 24/7. Lavorare, vivere e divertirsi. Qualità della vita e sostenibilità, queste le parole d’ordine di un progetto che vuole essere fortemente inclusivo e punta ad attrarre business man, turisti, amanti dello sport e dello svago ma anche abitanti fissi.

Foto di: Hufton+Crow

Circondata dal paesaggio patrimonio dell’Unesco di West Lake, il complesso sfrutta ampiamente la bellezza del luogo, assecondandone alcune caratteristiche peculiari. Così, il fiume serpentino rivive proprio nel design delle torri. Un’onda concentrica che si dipana nell’intera struttura, prendendo vigore nelle propaggini periferiche, fino a perdersi nel parco che connette West Lake alla città. 

Foto di: Seth Powers

 


di Stefano Annovazzi Lodi / 1 Ottobre 2017

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