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irefuse Italia

L'ultimo progetto dei Tyn è un coworking unico al mondo

Un’isoletta dalle rive dentellate, una collina con vista panoramica, e un progetto che riprende la tradizione architettonica del luogo

Il progetto tutto norvegese di co-working creativo nasce da un desiderio di condivisione del musicista Håvard Lund

Si chiama Fordypningsrommel, si trova a Fleinvaer, in Norvegia ed è un co-working per artisti. Il progetto, risultato di una sinergia tra lo studio di architetti TYIN Tegneuste in collaborazione con Sami Rintala dello studio Rintala Eggertsson architects, ha una genesi molto particolare che ci riporta indietro nel tempo e precisamente al 2013, quando Håvard Lund, un musicista jazz e compositore che aveva acquisito il sito nove anni prima decide di farne un luogo di lavoro, una sorta di loggia di scrittura che potesse garantire la tranquillità necessaria per un lavoro creativo come il suo.

Solamente in un secondo tempo il musicista decide che è arrivato il momento di condividere questi 123 mq con altri e far scoprire ad un’intera community artistica il paradiso naturale rappresentato dal fiordo di Fleinvær.

Rinasce così l’originale progetto che con un costo totale di 6 milioni di corone norvegesi (circa 620.000 euro) è infine approdato al sorprendente risultato attuale: uno spazio di lavoro diverso da qualsiasi altro esistente al mondo.

Il complesso che si trova su una collina con vista panoramica sul mare, è stato concepito come l'interpretazione moderna della njalla, il tradizionale magazzino del popolo sami, costruito antistante i fiordi norvegesi mantenendo però intonsa la propria funzione cioè quella di un’area di lavoro le cui stanze possono essere affittate temporaneamente da musicisti, artisti e altri creativi.

Il coworking per creativi prevede una serie di volumi, che scendono dalla collina verso il mare. I visitatori che arrivano in barca sono accolti con una sauna che aleggia sopra l'acqua per passare poi in un'ex sala d'aspetto del vecchio porto, ora riconvertita in una foresteria.

Il resto delle camere è distribuito lungo il declivo in quattro diverse unità, tutte collegate da un breve sentiero che, passando attraverso le logge, conduce verso la sala da concerto e la zona ristorazione posizionato in cima alla collina.

Qui gli architetti hanno creato un luogo di immersione e riflessione costruendo una struttura racchiusa in una gabbia d'acciaio posizionata su un unico lungo palo. La posizione invita al contatto con la natura e ad immergersi nel tranquillo paesaggio dei fiordi norvegesi, luogo ideale per la necessaria ispirazione artistica.

Non solo attenzione agli uomini ma anche alla natura nel rispetto totale dell’equilibrio ecologico del piccolo fiordo la cui ruvida bellezza è stata disturbata il meno possibile.

Per ottenere lo scopo si è prima optato per una una panoramica completa del lotto, che gli architetti hanno eseguito grazie ad una scansione tridimensionale del sito, condotta insieme a studenti di architettura dell’Università norvegese di Scienza e Tecnologia, e a un gruppo nutrito di volontari che man mano si sono uniti durante il completamento del progetto.

Si è quindi optato per la progettazione di volumi piccoli e particolarmente elevati sopra il terreno che in questa maniera veniva risparmiato e che poteva continuare ad offrire percorsi nascosti mantenendo contemporaneamente lontano il traffico da un’area ecologicamente molto sensibile.

Per la stessa ragione anche le fondamenta sono state ridotte al minimo e sono costituite da pali in acciaio dalla curiosa curvatura di 15 gradi, l’angolazione perfetta per adattarsi all’inclinazione del terreno indipendentemente dall’altezza che si fosse voluta raggiungere.


di Paola Testoni / 10 Gennaio 2018

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