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Trump Tower, la vita raccontata da chi abita nel grattacielo di Trump

L'incendio di ieri ha riacceso i fari sul grattacielo del 45° presidente Usa. Ci siamo chiesti come sia viverci dentro

trump-tower
Getty Images

Alle ore 7.20 di martedì 8 gennaio 2018, circa le 13.20 italiane, dal tetto della Trump Tower si è alzata una colonna di fumo su New York City. Sembra che a far divampare l’incendio sia stato un corto circuito all’impianto di climatizzazione, sottoposto a sforzo eccessivo dalle temperature basse di questi giorni negli Usa. Il bilancio per fortuna non è grave: 3 feriti lievi, 70 vigili del fuoco intervenuti, 1 tweet: quello del figlio del Presidente, Eric, che ha ringraziato gli eroi accorsi. E Trump? Lui per fortuna non c’era. L’occasione, però, è ghiotta per chiederci: come si vive nella Trump Tower?  Chi sono stati i suoi inquilini (almeno fino al suo trasferimento a Washington)? Non è certo da tutti dover condividere corridoi, ascensori, e perché no - le assemblee di condominio! - con l’uomo più potente del mondo, dotato peraltro - come lui stesso ha dichiarato - del bottone atomico più grosso.

 

Ironia a parte, cominciamo con un po’ di dati: la Trump Towerè uno dei 57 grattacieli costruiti dalla Trump Organization tra Usa, Brasile, Panama, India e Canada: un vero impero immobiliare che ha reso Trump l’uomo potente che è. Ad ogni modo, la torre al civico 725 della Quinta strada vanta il record di primo grattacielo in calcestruzzo della storia, ed è la più nota per almeno tre ragioni: è la sede della Trump Organization; ha fatto da set per il reality The Apprentice; ospita gli stessi Trump. Ma qui viene il bello. 

Se, infatti, vi state chiedendo quanto è alta la torre del presidente degli USA, la risposta è molto semplice: secondo i dati ufficiali, 202,4 metri. Qualche problema sorge invece quando si parla del numero di piani. La domanda è: perchè Trump ha sempre dichiarato di vivere al 68° piano, quando la torre ne conta solo 58? Sembra che la spiegazione, a parte una certe tendenza alla post-verità del magnate, abbia a che fare con certi trucchi usati dai costruttori per vendere meglio i piani più alti. Secondo Trump, il ritocchino di dieci piani è giustificato dal fatto che i piani bassi avrebbero “tetti molto alti”. Secondo altri, è dovuto al fatto che

 

Ad ogni modo, vivere nella Trump Tower significa abitare nel 66° grattacielo per altezza di New York, nonché nel 204° degli Usa. Fu costruita dal 79 all’82 e progettata da Der Scutt dello studio Poor, Swanke, Hayden & Connell Architects. All’origine del grattacielo c’è un peccato originale: per costruirlo, Trump fece demolire il precedente Bonwit Teller department store, senza neanche aspettare le due settimane richieste dal MoMa di New York per preservare le statue e i fregi Art Deco. Ah, la proverbiale delicatezza dei palazzinari!

Ma chi sono i condòmini di Trump? Se il presidente occupa i tre piani più alti (in una dimora progettata da Angelo Donghia in stile Luigi XIV), chi sono gli altri? Prevalentemente investitori che tengono gli appartamenti in affitto e magnati d’oltre oceano. Uno sguardo all’interno lo ha fornito in un’intervista al Corriere della Sera l’italiano Francesco Costa, Presidente di Spring.

Tra le altre cose, Costa ha spiegato che gli impiegati della torre sono tutti immigrati (con buona pace delle idee politiche del presidente); che la maggior parte degli appartamenti sono piccoli pied-à-terre, seconde case dov’è persino difficile aprire la finestra; che l’elezione di Trump ha reso a tutti la vita più difficile, non solo perché il valore degli immobili è sceso - a suo dire - del 20/25%, ma anche per le scocciature logistiche che ne sono derivate, come i controlli all’ingresso: “entrare a casa è come andare in aeroporto”. Quanto alla coppia presidenziale: “lui non si vede mai, ma a onor del vero è molto più semplice”. Della first lady, intende dire, che quando passa vuole ascensori e corridoi totalmente liberi.

 

In effetti, il periodo precedente al trasferimento della coppia alla Casa Bianca non dev’essere stato facile: vivere tra sciami di guardie del corpo e agenti dei servizi segreti a ogni angolo. Un altro italiano, Guido Lombardi, imprenditore immobiliare che vive nel grattacielo di Trump e che si è occupato della promozione social pro-Trump, ha raccontato a che, dopo l’elezione, il sindaco ha chiuso la strada e questo ha scosso la vita di molti. Poco male per Lombardi, comunque, che vive al 63° piano, in un appartamento tutto oro, argento e velluti (ma al suo interno ci sono anche capolavori dell'architettura, come l'appartamento al 56esimo piano progettato da Cini Boeri).

 

Il problema sono state anche le proteste davanti alla Trump Tower: c’è chi, come una professoressa della Columbia, si dice ormai persino divertita dai cani che le annusano l’auto mentre scarica i pacchi della spesa, o dalle guardie armate che la proteggono dai manifestanti urlanti: la fanno sentire importante. E c’è chi, come il designer di tappeti James Tufenkian, è molto spaventato dal crollo dei prezzi e si vergogna di raccontare di vivere nel grattacielo di Trump, o ha paura di esprimersi negativamente riguardo al presidente in ascensore. Precisa però Francesco Costa che i pochi inquilini americani sono fermi oppositori del presidente, e dopo l'elezione hanno fatto di tutto per andarsene.

Ma vendere non è così facile. Nel 2006, Forbes Magazine valutò la Trump Tower 318 milioni di dollari. Difficile dire quanto valga un appartamento dopo la crisi, e dopo i cambiamenti cui Trump sta costringendo i suoi condomini. Una cosa è certa, chi vive nella torre di Trump può godere di un lussuoso atrio con una cascata d’acqua,  dove può provare a “rilassarsi” (sempre, s’intende, in un’atmosfera da film di spionaggio) sedendosi al Trump Grill, al Trump Café, o al Trump Bar. E può correre il piacevole rischio di incontrare alcuni degli inquilini vip. Tra quelli che vi alloggiano o vi hanno alloggiato in passato si contano anche il compianto Michael Jackson, Steven Spielberg, Cristiano Ronaldo, Madonna e la nostra amata Sofia Loren. 

Leggi anche → Waldorf Astoria, miti e leggende di un hotel che ha fatto la storia

 


di Roberto Fiandaca / 9 Gennaio 2018

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