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Tutto quello che c'è da vedere a Tbilisi, la capitale della Georgia

Tutto il fascino della capitale georgiana tra orgoglioso passato, atmosfere fiabesche e inattesi acuti contemporanei

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Cosa vedere a Tbilisi? Tra case dalle travi in legno, strade di ciotoli e tracce di un’eredità che affonda le radici nei secoli, la capitale della Georgia, non è solo una città ricca di atmosfere fiabesche, ma anche l’affascinante risultato di un incontro tra Oriente e Occidente, un centro abitato multietnico e multiculturale, impreziosito da inaspettati lampi di modernità.

Uno di questi è sicuramente il Bridge of Peace, un ponte sul fiume Mtkvari, progettato dallo studio aMDL del designer e architetto italiano Michele De Lucchi, che collega il centro storico di Tbilisi con la parte più moderna della città. Un simbolo d’unione che è diventato anche un’icona architettonica, grazie a una scenografica struttura sinusoidale, composta da tubi di acciaio e pannelli trapezoidali trasparenti. Un’eccentrica fusione di architettura e ingegneria perfetta per incontrarsi o per ammirare il paesaggio.

 

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Il compito di vegliare sulla città, dall’alto della collina Sololaki, è affidato a un’altra monumentale opera: la Kartlis Deda, ovvero la Madre dei Kartli, è una scenografica statua di donna, alta 20 metri, progettata alla fine degli anni ’50 dallo scultore georgiano Elguja Amashukeli per celebrare i 1500 anni dalla fondazione di Tbilisi. L’opera, realizzata in alluminio, raffigura una donna vestita con abiti tradizionali georgiani con in mano una coppa di vino e una spada: un gesto rincuorante per gli amici e un severo monito per i nemici.

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Altrettanto imponente e ugualmente epica, a qualche decina di minuti di macchina dal centro si nasconde una delle meno conosciute e più spettacolari architetture della città: il monumento Chronicles of Georgia. Con una splendida vista sul lago artificiale, considerato il mare della città, l’opera, immaginata nel 1985 dallo scultore locale Zurab Konstantinesdze Tsereteli, è anche conosciuta come la Stonehenge georgiana, in virtù della sua particolare conformazione. Il complesso, infatti, è costituito da una serie di colonne, alte più di 30 metri, collegate tra loro per andare a comporre il profilo di un memoriale decorato da pannelli che celebrano eroi della storia georgiana e riproducono episodi evangelici.

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Dopo questa deviazione dal sapore fantasy è il momento di esplorare un tempio più contemporaneo, dedicato all’arte della progettazione su quattro ruote. Il Tbilisi Auto Museum, nel distretto Isani-Samgor, raccoglie una collezione di automobili classiche perfettamente restaurate, tra le quali spiccano anche alcuni suggestivi esempi di design d’epoca sovietica come la Gaz-014, la Gaz-22, la Gaz-12, la Zhiguli-01, la Zhiguli-03 o la Zaz-965. Nelle sale del museo è possibile anche ammirare la Zil-115, l’auto blindata dei membri del Politburo, prodotta in soli 106 esemplari ().

 

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Per i più curiosi, la ricerca di oggetti unici risalenti al periodo della Guerra Fredda può continuare nel Flea Market Dry Bridge. In questo affollato mercato delle pulci all’aria aperta, nato ai tempi della Perestrojka più per necessità che per sfrenata passione per il collezionismo, i più pazienti sapranno trovare ogni tipo di tesoro. Tutto è esposto a terra, ordinatamente disposto su lenzuoli o collocato su improvvisati supporti, in un mix di pile scadute, vecchi spazzolini, pugnali tradizionali, gioielli d’epoca e oggetti cult cccp, da conquistare attraverso un avventuroso esercizio dell’arte della contrattazione.

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Per recuperare le forze, i viaggiatori dall’animo più green potrebbero trovare particolarmente piacevoli le atmosfere del Boombully, un boutique-hotel nato all’interno di uno storico edificio in Shota Rustaveli Avenue. Un diffuso utilizzo del legno e una radicale ricerca dell’essenzialità caratterizzano gli spazi di questo albergo, in un mix di elementi eco-sostenibili, soluzioni eco-friendly, arredi di recupero, atmosfere bohemien, materiali naturali ed eccentrici dettagli hipster ().

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Per la cena, vale il detto impara l’arte e mettila da parte. In Lermontov Street, il Culinarium è la prima e unica scuola di cucina del paese, gestita da una leggenda della scena culinaria georgiana: Tekuna Gachechiladze, lo chef visionario e appassionato al quale viene attribuita l’invenzione della cucina fusion georgiana. Il Culinarium dal mercoledì alla domenica veste i panni del ristorante fusion georgiano, in alcuni specialissimi weekend propone un goloso asian brunch della casa, molto spesso ospita corsi di cucina durante i quali è possibile apprendere nuovi segreti, circondati dall’invitante profumo di tanti ingredienti freschi ().

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di Francesco Marchesi / 1 Dicembre 2017

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