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irefuse Italia

Cosa vedere a Parma, le chicche della città in un itinerario d'Autore

Alla scoperta del volto contemporaneo della città emiliana, sulle tracce dei maestri della creatività

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Dolce come il suo prosciutto, geometrica come il suo battistero, iconica come il celebre formaggio stagionato a cui presta il nome e suggestiva come un’opera di Verdi, ecco cosa vedere a Parma in questo insolito itinerario sospeso tra architettura, design, arte e sapori. 

Per raggiungere questo particolare universo creativo quale accesso migliore di un simbolico ponte. Tra i tanti presenti in città, quelli dallo charme più contemporaneo sono sicuramente il Ponte Europa e il Ponte De Gasperi. Il primo, aperto nel 2012 in via Reggio, fonde una struttura dedicata alla viabilità stradale e un’area pedonale coperta. Lungo 160 metri e alto 15, questo ponte di Parma si sviluppa su tre piani racchiusi in una creazione architettonica in acciaio e vetro a forma di bolla che periodicamente ospita eventi e mostre temporanee. Nato nel 2009 dalla collaborazione tra due specialisti come Francesco Martinez y Cabrera e Pier Giorgio Malerba, invece, il Ponte De Gasperi di via Drei presenta una scenografica struttura strallata che, grazie a una serie di resistenti cavi d’acciaio aperti ad arpa, si allunga da sponda a sponda per quasi 180 metri. 

 

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Tra le cinquecentesche architetture del Palazzo della Pilotta di Parma si nasconde, ma nemmeno troppo, lo scenografico progetto di un altro grande architetto: la Galleria Nazionale di Parma firmata da Guido Canali. Più che un semplice museo, un vero e proprio macchinario con ingranaggi a vista, pensato per diffondere cultura, nel quale passato e presente si sfiorano in un mix di intrecci di bianchi tubi metallici, suggestive architetture del Teatro Farnese, materiali contemporanei e vecchie mura. Un luogo speciale nel quale immergersi nell’arte, respirando la schiva filosofia di un progettista capace di fondere armoniosamente l’amore per la materia al mantra less is more

 

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Per una pausa perfetta per viziare occhi e palato, una sosta stellata al Ristorante Inkiostro di via S. Leonardo, il regno dello chef Terry Giacomello. In un incontro di sapori genuini reinterpretati e sintetizzati in veri e propri quadri gastronomici, sarà possibile effettuare un viaggio nel viaggio alla scoperta dell’inaspettata anima contemporanea di alcuni cardini della tradizione alimentare emiliana. Un percorso per riscoprire la cucina tradizionale in veste tridimensionale, sospesi tra gola ed emozioni (). 

 

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Una volta ricaricate le batterie, è il momento di ripartire alla scoperta di un affascinante spettacolo di rinata archeologia urbana, nato dalla fantasia di un’archistar mondiale. Il palcoscenico per questo show di razionale creatività è rappresentato dall’imponente struttura dell'antico stabilimento Eridania di via Toscana, dismesso nel 1968, che Renzo Piano nel 2001 ha trasformato in un seducente tempio della musica: lo scenografico Auditorium Paganini di Parma. Nel progetto di restyling, le due facciate originali dell’ex zuccherificio sono state sostituite da due imponenti vetrate che delimitano gli spazi del foyer e della sala da musica da 780 posti. Grazie a questi due impalpabili confini e a un ricercato gioco di luci tra esterno e interno, il parco circostante è stato tramutato in un’emozionante scenografia naturale per lo stage. A completare il progetto, pannelli acustici in vetro e legno, controsoffitti hi-tech e poltrone a bassissimo assorbimento sonoro disegnate dallo stesso Piano, per apprezzare al meglio la magia delle note.  

 

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Ogni viaggio lascia sempre una traccia. Per recuperarne una particolarmente concreta, il posto ideale è il Loppis Modernism Art Design di via La Spezia, ovvero il paradiso degli oggetti rinati, creato da Eleonora Deidda. Un universo di oltre 600 mq, nato all’interno di un’ex fabbrica, che dietro a un nome d’ispirazione svedese e a un’anima da bazar iraniano accoglie riscoperte di ogni tipo, da nuove creazioni di upcycling a curiosi oggetti vintage, passando per pezzi di design e di modernariato firmati Alvar Aalto, Charles e Ray Eames, Gio Ponti, Achille Castiglioni, Eero Saarinen, Philippe Starck e molti altri ancora (). 

 

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Infine, in Borgo delle Colonne 28, una tappa in perfetto stile carpe diem. Fino all’11 marzo, sarà di scena la mostra BDC18: Le Metafore di Sottsass, dedicata al genio visionario e anticonformista dell’architetto, designer e fotografo italiano, nel centenario della sua nascita. L’ex chiesa sconsacrata del ‘600, oggi centro dedicato all’arte contemporanea, ospiterà un progetto gemellato con l’exhibit There is a Planet alla Triennale di Milano. In esposizione a Parma 30 opere di Sottsass appartenenti alla serie Metafore: 50 creazioni fotografiche a colori e in bianco e nero, realizzate dal progettista tra il 1972 e il 1978 nel corso dei suoi viaggi. Le opere mancanti, in mostra alla Triennale, saranno sostituite da contributi di architetti, registi, fotografi, scrittori, galleristi, giornalisti e soprattutto amici come Massimo Minini, Aldo Cibic, Pappi Corsicato, Mario Cresci e tanti altri. 

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di Francesco Marchesi / 2 Ottobre 2017

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