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Il parcheggio pop up che si adatta al cambiamento climatico

Il progetto dei danesi di Third Nature risolverebbe tre problemi in uno: creazione di parcheggi, spazi urbani, e raccolta delle acque.

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POP-UP è un progetto per un parcheggio interrato che, in caso di pioggia o nubifragio, emerge letteralmente in superficie dal sottosuolo, spinto dall’acqua che si raccoglie in una grande cisterna.

No, non siamo in un romanzo di Philip K. Dick (l’autore di Blade Runner, leggi anche → L'architettura di Blade Runner), parliamo del progetto di uno studio danese, Third Nature, che crede molto nel pensiero radicale e nelle soluzioni olistiche: i problemi, dicono, vanno affrontati da una prospettiva multidisciplinare. Per questo Third Nature, fondato nel 2012, raduna oggi 25 professionisti tra architetti, ingegneri civili, landscape architects e urbanisti. Perché è solo mettendo insieme tanti saperi che, secondo i fondatori Ole Schrøder e Flemming Rafn Thomsen, si può immaginare un domani diverso e risolvere più problemi in uno. Ma oltre ad essere bellissimo e fantascientifico, a cosa serve veramente POP-UP?

A risolvere tre sfide in una. Pensiamo al futuro prossimo delle grandi città. Dovranno affrontare interrogativi come: in che modo possiamo ridurre il numero di parcheggi sulle strade e sulle piazze? Come possiamo rendere le nostre città più sicure di fronte ai crescenti nubifragi? E come possiamo creare nuovi spazzi urbani per i cittadini?

Ecco che arriva POP-UP: pensato idealmente per il St. John’s Park di New York, e sviluppato in collaborazione con gli studi di ingegneria COWI Rambøll (che hanno contribuito con modelli e calcoli economici) esso racchiude la risposta a tutti e tre i problemi, anzi: impila letteralmente tre soluzioni diverse una sopra l’altra, creando qualcosa di unico, avanzatissimo e certamente meno costoso dei tre progetti separati che va a sostituire. Il motto? Massimizzare l’utilità e minimizzare i costi. Meglio di così? Ma scopriamolo insieme.

Immaginate che nel sottosuolo di un gradevole spazio urbano per i cittadini (prima soluzione) sorga un parcheggio sotterraneo (seconda soluzione), inserito all’interno di un grande serbatoio per la raccolta e il deflusso delle acque (terza soluzione). 

In una normale giornata di sole (foto in alto), la cisterna sotto l’area posteggio è vuota e la struttura per le auto funziona come un qualsiasi underground parking, con accesso da una rampa ad altezza della strada. 

Quando piove forte (foto in alto), il bacino si riempie e - ricordate il principio di Archimede? - il liquido spinge in superficie il parcheggio, come un sughero in un bicchiere d’acqua, finché questo non va a occupare il posto dello spazio urbano presente un momento prima.

La forma tonda del garage interrato ne aiuta il galleggiamento, mentre la rampa a forma di spirale rende possibile accedere o uscire dall’area, qualunque sia il livello dell’acqua, assicurano dallo studio. Pensate all’espressione dei passanti, che vedono comparire, nella loro città del futuro, un parcheggio dal sottosuolo. Rimarrà sempre lì?, si chiederanno. Certo che no.   

L’idea è proprio quella che, una volta che l’impianto idraulico cittadino inizia a smaltire l’acqua piovana, il parcheggio ritorni sottoterra. La pioggia defluisce dalla cisterna, facendo di nuovo posto alla struttura. 

La città “cambia”, respira, vive grazie a un evento metereologico. E grazie a questa idea straordinaria, risolve ben tre dei suoi problemi più spinosi. 

“Con Pop-up diamo una risposta umana a problemi creati dall’uomo”, ha spiegato Ole Schrøder. “L’adattamento climatico, la mobilità, e lo sviluppo urbano non devono entrare in conflitto nelle città del futuro”. Aggiunge il Project Director Tommy Olsen di COWI: “Pop-up è un esempio di pensiero radicale, dove il design e l’ingegneria complessa sono applicati per affrontare sfide imposte dal cambiamento climatico e l’esigenza di spazi urbani sostenibili”.

Insieme a Cowi e Rambol, Third Nature ha partecipato a numerosi workshop a New York, con lo scopo di trovare soluzioni climatiche graduali, a seguito di un accordo concluso nel 2015 tra il Dipartimento di protezione ambientale di New York City (DEP) e la città di Copenhagen. Pop-up è stato pensato per entrambe le città, ma può contribuire, secondo i suoi progettisti, allo sviluppo di aree metropolitane fondate su una strategia di adattamento climatico decentralizzata e “design integrated”. 

LEGGI ANCHE:
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di Roberto Fiandaca / 29 Settembre 2017

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