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Alle Olimpiadi invernali 2018 c'è l'edificio più scuro del mondo, un buco nero che sembra ti voglia risucchiare

Spruzzato di Vantablack, il padiglione progettato da Asif Khan per i Giochi olimpici invernali della Corea del Sud assorbe il 99% della luce

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© Luke Hayes

Il padiglione super black alle Olimpiadi Invernali 2018 in Corea è stato progettato da Asif Khan per Hyundai

L’edificio più scuro del mondo si trova a nel PyeongChang Olympic Park nella Corea del Sud. Stiamo parlando del progetto dello studio londinese Asif Khan, un padiglione super black realizzato per la Hyundai Motor in occasione delle Olimpiadi Invernali 2018.

L’edificio, che fa parte di una più ampia iniziativa di mobilità globale creata dalla multinazionale coreana, è stato interamente rivestito in Vantablack VBx2 – il nero più nero del mondo utilizzato da Anish Kapoor per la scultura di ArcelorMittal Orbit realizzata in occasione delle Olimpiadi del 2012, di cui poi ha acquistato i diritti scatenando diverse polemiche.

L'esterno dell'edificio è illuminato da un campo di stelle che sembrano fluttuare nello spazio ed evidenziano le facciate paraboliche alte 10 metri del padiglione, la più grande architettura del mondo con nanostruttura continua. Il materiale nero opaco è in grado di assorbire il 99% della luce che colpisce la sua superficie, diminuendo la sua tridimensionalità e creando una sorprendente illusione di vuoto. Le facciate esterne del padiglione sono invece punteggiate da migliaia di minuscole luci bianche che, durante il giorno, simulano la vista dalla terra dello spazio siderale.

"È come una barriera corallina su scala nanometrica", spiega Ben Jensen, direttore tecnico di Surrey Nanosystems, che ha sviluppato il materiale. "I fotoni entrano e rimbalzano all'interno della sua struttura fino a quando non vengono assorbiti. Le cavità ottiche nella 'barriera' sono circa un millesimo della larghezza di un capello umano". 

Tutte le foto: © Luke Hayes

Khan è da sempre interessato a stabilire come tecnologia, materia, natura e sensibilità umana possano essere utilizzate per definire e migliorare l'atmosfera e la specificità del luogo e dello spazio, fino ad arrivare a estendere il proprio interesse alle innovazioni materiali e sociali che possano cambiare radicalmente il modo in cui le persone vivono e plasmano il loro ambiente.

Per le Olimpiadi in Corea del Sud Khan ha progettato una vasta 'stanza d'acqua' - un'installazione multi-sensoriale che emette 25.000 gocce d'acqua al minuti. L'interazione dei visitatori con una serie di sensori tattili crea nuovi ritmi poiché le gocce si scontrano continuamente, si uniscono e si dividono attraverso il paesaggio acquatico, che appare come una città vista dallo spazio. Questi flussi di singole goccioline si raccolgono, crescono e si trasformano in un "lago" che drena e riappare nello spazio di pochi minuti.

È lo stesso architetto Asif Khan che spiega: "Da lontano la struttura ha l'aspetto di una finestra che guarda nelle profondità dello spazio esterno. Mentre se ti avvicini, questa immagine si allarga fino a riempire l'intero campo visivo. Quindi, entrando nell'edificio, ti sembra di essere immerso in una nuvola di oscurità. Ma quando i visitatori entrano nell'installazione scoprono che l'interno è illuminato in bianco. Mentre i tuoi occhi si adattano, senti per un momento che le piccole gocce d'acqua sono nella stessa scala delle stelle. Una goccia d'acqua è una dimensione che ogni visitatore conosce. Nel progetto ho voluto passare dalla scala del cosmo alla scala delle gocce d'acqua in pochi passaggi. Le goccioline contengono lo stesso idrogeno dall'inizio dell'universo come le stelle". Il padiglione è stato commissionato da Hyundai Motor come parte di una serie di progetti mirati a migliorare la vita delle persone facilitandone la mobilità. Con la sua tecnologia pionieristica destinata al primo veicolo al mondo con celle a combustibile ad idrogeno, Hyundai immagina una società futura in cui la mobilità sia sostenibile e accessibile.

La facciata nera del padiglione delle Olimpiadi di PyeongChang rappresenta l'universo - l'origine dell'idrogeno - e le gocce d'acqua interattive all'interno dell'edificio si ispirano invece alle singole molecole di idrogeno e alla tecnologia che sta dietro al nuovo. Asif Khan ha collaborato con Hyundai per incapsulare la sua visione del futuro dell'automobilismo esplicandolo attraverso l'architettura, il design e l'esperienza visiva dei visitatori e utilizzando un materiale come Vantablack che aveva già proposto per il Padiglione del Regno Unito all'Expo di Milano nel 2015. L'edificio super-nero è il terzo che Asif Khan progetta in occasione delle Olimpiadi dopo quello della Coca-Cola nel 2012 a Londra e quello della MegaFaces a Sochi nel 2014.


di Paola Testoni / 12 Febbraio 2018

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