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irefuse Italia

Nendo si darà all’architettura?

Probabilmente no, ma piazza CoFuFun a Tenru è il suo primo progetto di architettura. E ovviamente è ben riuscito

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Takumi Ota

Com’è lo spazio pubblico secondo Nendo? Una montagna di dischi bianchi, almeno stando al progetto CoFuFun, la nuova piazza della stazione di Tenru, piccola cittadina della prefettura giapponese di Nara.

Uno degli studi più prolifici del mondo, che vanta centinaia di installazioni, mobili, progetti di graphic design e ogni tipo di prodotto (scopri qui i suoi ultimi lavori), si cimenta così per la prima volta con l’architettura e l’urbanistica giapponese. In fondo c’era da aspettarselo: Oki Sato si è laureato in architettura alla la Waseda University di Tokyo nel 2002 e si era già confrontato con la grande scala nel progetto di restyling per il centro commerciale di Bangkok Siam Discovery, in cui si era occupato di interni ed esterni, ripensando completamente i 5 piani dell'edificio.

Tutte le foto: Takumi Ota

Con una superficie di 6.000 metri quadri punteggiata da caffè, un punto di informazioni, un teatro all'aperto, parchi giochi, una sala conferenze e un servizio di noleggio biciclette, la nuova piazza prova a infondere nuova linfa vitale in un luogo abbandonato, trasformandolo in punto d’incontro per gli abitanti ma anche in attrazione turistica.

Per il progetto Oki Sato si è ispirato alle antiche tombe a tumuli giapponesi costruite tra l'III e il VII secolo che circondano la città, conosciute come kofun, ma anche al paesaggio geografico del bacino del Nara, circondato dalle montagne su ogni lato.

Nel progetto di Nendo i megaliti si trasformano in grandi sculture di cerchi sovrapposti (una sequenza verticale di “pizze giganti” in calcestruzzo prefabbricato assemblate in loco per formare strutture che non prevedono travi né colonne), le cui pareti disegnano scale concentriche che portano su o giù, ma funzionano anche come panchine, o come posti a sedere per un anfiteatro, come un parco giochi per bambini o riparo dal sole o dalla pioggia.

Abituati a progettare ogni dettaglio, dallo studio di Nendo non è uscito semplicemente il progetto architettonico: sedie, tavoli e sistemi espositivi del centro informazioni e del negozio di souvenir sono tutti accomunati dalla stessa mano e dal medesimo materiale (un’essenza lignea tipica della Prefettura di Nara), dando un senso di continuità a ogni angolo della piazza.

Anche questa volta Oki Sato non ha saputo rinunciare al gioco di parole, ibridando il termine kofun con l’espressione colloquiale “Fufun”, con cui ci si riferisce al canto tra sé e sé, felice e inconscio: il progetto vuole ricreare un'atmosfera conviviale che inconsciamente porti i visitatori a canticchiare. L'ortografia suggerisce anche il "co" di "cooperazione" e "comunità", oltre ovviamente al “fun”.

 


di Carlotta Marelli / 27 Luglio 2017

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