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In attesa della terza stagione di Narcos, i luoghi dove rivivere la serie tv

La docu-serie ha riportato i turisti nei luoghi dove il criminale colombiano ha imperato durante gli anni '80

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Getty Images

Pronti per la terza stagione di Narcos? Se anche voi vi siete fatti trascinare dal fascino sinistro di Pablo Emilio Escobar Gaviria, saprete che la sua parabola è finita, e che la prossima stagione non sarà dedicata a lui. Ma se, per così dire, sentite la mancanza del patrón, potete ovviare con un viaggio in Colombia, andando a visitare i luoghi che hanno fatto davvero la sua storia. Il 1 settembre sarà la data ufficiale di inizio della terza stagione di cui Netflix ha appena diffuso un nuovo trailer. In attesa di vedere in azione il temibile Cartello di Cali, nuovo protagonista della serie televisiva, ecco i luoghi cari che hanno fatto da scenografia all'ascesa e alla caduta del Patron.

Potete cominciare pernottando a Casa Malca a Tulum, nell’hotel che fu residenza privata del narcotrafficante più potente del mondo. Design Hotel ha infatti deciso di rimettere a nuovo la villa, valorizzando la circostante natura rigogliosa (siamo nei pressi del parco marino di Xel-Há) senza al contempo dimenticare la storia antica. Il vicino sito archeologico di Cobà, con le rovine del periodo classico della cultura Maya, ha fornito un’altra suggestione.

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Imperdibile poi, è l’Hacienda Napoles, quella che compare nella sigla (una delle più belle di sempre). L’enorme villa ospita sparse per i suoi 3000 ettari ben 6 piscine e diverse abitazioni. Oltre a contenere la collezione di mezzi di trasporto, tra cui la Cadillac anni ‘30 crivellata dai proiettili perché assomigliasse a quella di Al Capone, la villa ospitava un vero zoo. In particolare gli ippopotami lasciati incustoditi dopo la morte di Escobar, crearono non pochi problemi alla popolazione. L’Hacienda è ora un parco tematico, a cui si accede passando sotto la riproduzione di un piccolo veivolo, quello che trasportò il primo carico di Pablo Escobar dalla Colombia agli USA.

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Storia che ha dell’incredibile, quella della cosiddetta Catedral, la prigione privata che Escobar si fece costruire in accordo con governo colombiano. Situata nella periferia di Medellin, la prigione era famosa per aver accolto al cospetto di Pablo personalità di spicco del governo ed era dotata di ogni comodità. Ora è stata convertita a monastero benedettino.

 

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Potreste fare poi un salto a Medellin, la capitale dell’impero di Escobar. A più di vent’anni dalla morte, Medellin sta faticosamente cercando di lasciarsi alle spalle la sua nomea e la sua pesante eredità. Dopo essere stata nominata città più innovativa del mondo nel 2013 dall’Urban Land Institute, punta ad essere il fiore all’occhiello della Colombia. Tuttavia il turismo sfrutta ancora abbondantemente il mito di Escobar, organizzando i “narcotour”.

Per questo l’edificio Monaco, a lungo roccaforte della famiglia Escobar, attira una folla di curiosi, così come l’ultima tana del criminale, quella in cui fu sorpreso, prima che una breve fuga sui tetti si concludesse con la sua morte.

Famoso è anche il Santuario della Vergine della Rosa Mística, nota anche come la Vergine dei Sicari, perché qui chiedevano protezione divina gli assassini al soldo del Patron. Infine potete recarvi a visitare la tomba di Escobar, la seconda più visitata del Sud America, dopo quella di Evita Perón.

Il tour non sarebbe però completo senza Rio Negro, una cittadina nel nord della Colombia, ove nacque Escobar. Oltre a meditare sull’origine del male, potrete ammirare i palazzi bianchi, nonché la Concatedral de San Nicolás el Magno, in stile neoclassico.

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di Stefano Annovazzi Lodi / 6 Agosto 2017

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