Tutte le location di Suspiria, aspettando il remake di Luca Guadagnino

Un viaggio nei luoghi scelti da Dario Argento per il film horror del 1977, in attesa di vedere l'interpretazione che ne darà il regista di Chiamami col tuo nome

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Ha appena finito di farci commuovere al cinema con Chiamami col tuo nome, e già Luca Guadagnino si prepara a farci urlare di paura con il suo remake di Suspiria, film del 1977 diretto da Dario Argento, che nella nuova versione sarà interpretato da Dakota Jhonson (nel ruolo di protagonista), Tilda Swinton e Chloë Grace Moretz.

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La storia di Suspiria parla di una studentessa americana, Susy Benner, che si trasferisce in Germania per frequentare una prestigiosa accademia di danza, ritrovandosi in un mondo di occulto, streghe, omicidi e, soprattutto, tanto sangue.

Ma non è tanto la trama di Suspiria ad aver trasformato il film di Dario Argento in un cult del cinema horror, quanto la scenografia: Suspiria è un film horror monocromo, in cui il magenta domina incontrastato in ambienti goticamente art nouveau, citazioni dell'illustratore inglese Aubrey Beardsley e del grafico olandese Escher.

Blu e rossi vibranti creati da Luciano Tovoli con enormi luci ad arco in carbonio e tessuti colorati al posto dei tradizionali filtri gel: questo non solo ha creato vivaci toni primari che hanno reso Suspiria un cult, ma gli ha permesso di avvicinare le luci agli attori, inondando l'intera struttura di colori.

II Suspiria di Luca Guadagnino, che dovrebbe avere come data di uscita l’autunno 2018 e ha già fatto piangere Quentin Tarantino, sarà tutta un’altra cosa, “un omaggio all'emozione incredibile che ho sentito quando l’ho visto” dice lui.

Per il remake di Suspiria Guadagnino ha scelto di ambientare la storia nella Berlino del 1977 e di girare gran parte del film a Varese, approfittando del patrimonio liberty dei primi del '900 della città: riporta la stampa locale che l'accademia di danza è stata allestita all'interno del Grand Hotel Campo dei Fiori, progettato nel 1908 da Giuseppe Sommaruga, chiuso nel 1968 e attualmente in stato di semi-abbandono, mentre altre scene sono state girate nei sotterranei dei Giardini Estensi, rifugi antiaerei predisposti durante la Seconda Guerra Mondiale per accogliere la popolazione in caso di attacco aereo.

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In attesa di guardare il nuovo Suspiria, abbiamo rivisto il film originale, e abbiamo fatto un itinerario delle location più famose del film di Dario Argento.

L’Accademia di Friburgo, città universitaria ai margini della Foresta Nera, nel sud-ovest della Germania, ha un impressionante esterno rosso e oro, ricostruito in studio sulla copia quasi pedissequa della Haus Zum Walfisch (Casa della Balena) sulla Franziskanerstraße nel centro storico, una volta casa di Desiderius Erasmo da Rotterdam, teologo e umanista del Rinascimento che ora ospita una banca.

Dopo che il suo cane guida morde un bambino, il pianista cieco Daniel va ad annegare i suoi dispiaceri in una delle birrerie più antiche di Monaco, ospitata all’interno di un edificio del 1896 (dove di dice che Mozart abbia scritto l’Idomeneo).

Uscendo dalla birreria, si dirige verso casa attraversando la piazza deserta di Königsplatz, il centro del distretto culturale di Monaco, il cui severo lastricato che si vede nel film è in realtà oggi uno spazio erboso molto più piacevole.

Un’altra delle location di Suspiria più famose è la piscina Art Nouveau dove Dario Argento fa discutere Suzy e la sua amica dell’omicidio di Pat: la scena è girata a Müller’sches Volksbad, edificio costruito nel 1901 dall'ingegnere Karl Müller , che lo donò alla città di Monaco a condizione che venisse utilizzato come piscina per i poveri.

Infine, tra i luoghi dove è stato girato Suspiria gli architetti riconosceranno il “centro congressi” al di fuori del quale Suzy incontra lo psichiatra Dr Mandel e viene a conoscenza del passato occulto dell’Accademia di Friburgo. Le quattro torri cilindriche sono la torre BMW, quartier generale dell’azienda diventato uno dei simboli caratteristici di Monaco e costruito su disegno dall'architetto austriaco Karl Schwanzer.

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