Le 8 discoteche in cui portare a ballare gli architetti

Una breve rassegna di alcuni dei club più stravaganti progettati negli ultimi anni in tutto il mondo, da provare non solo per la musica

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Courtesy Chiara Carpenter e Giovanna Silva

Quali sono le discoteche più belle del mondo?

In occasione della mostra Night Fever presso il Vitra Design Museum - dedicata all’esplorazione storica del mondo della notte attraverso architettura, cinema, fotografia, grafica e moda - abbiamo cercato di capire se nella classifica delle discoteche più belle del mondo figurassero solo le architetture radicali degli anni '60-'70 o se anche i club di oggi avessero qualcosa da dire.

Negli anni '60, infatti, le discoteche erano considerate dei laboratori sperimentali per architetti e dei templi dedicati al divertimento in comune e alla multidisciplinarietà. L’incremento della quantità delle norme di sicurezza, insieme all'ascesa di internet e dei rave party, hanno però progressivamente avuto la meglio sulla sperimentazione. Portando alla chiusura di molti club e alla messa in discussione della loro rilevanza culturale. C’è addirittura chi suggerisce che sia arrivata la fine delle discoteche.

Eppure, a giudicare da quello che abbiamo scoperto, sembra che l’avventura dei locali notturni sia tutt’altro che finita. Ecco allora, le discoteche più belle in cui portare a ballare i vostri amici architetti.

In apertura: Altromondo Studios, Rimini. Foto dalla serie Nightswimming, 2014.

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Courtesy Rabih Geha Architects © Walid Rashid

AHM - Beirut, Libano

Conosciuto come uno dei più grandi night club di Beirut, l’AHM è stato progettato nel 2017 da Rabih Geha Architects, lo studio dietro a 2WEEKS e Uberhaus, altri due popolari club della capitale libanese. Caratterizzato da un bar a forma triangolare e una giungla di palme e alberi che sostengono centinaia di luci al neon, il concetto si basa su un rigido gioco prospettico. Una geometria studiata per attirare l'attenzione dei frequentatori della discoteca verso la cabina del DJ, una piattaforma leggermente sollevata dal pavimento, sopra la quale si alza una mistica luna piena.

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Courtesy Rabih Geha Architects © Walid Rashid

AHM - Beirut, Libano

Disegnato nel 2017 e con una superficie di più di 1200 metri quadrati, l’AHM è uno dei locali più in voga di Beirut.

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Courtesy Vitra Design Museum

Ministry of Sound - Londra, Inghilterra

Nel 2015, lo studio OMA ha ideato una nuova sede per il famoso locale di Londra Ministry Of Sound. Contraddistinto da una facciata convertibile che può adattarsi alternativamente alle attività della notte e del giorno, il progetto - che non ha mai visto la luce - mirava a mettere in discussione "lo stato della vita notturna e le sue implicazioni spaziali", ha spiegato lo studio di Rem Koolhaas.

OMA/Rem Koolhaas, piano isometrico del Ministry of Sound II, Londra, 2015.

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Courtesy Simon Vorhammer

Blitz - Monaco di Baviera, Germania

Con il motto "L'amore è il messaggio, la musica è la risposta", il music club Blitz ha aperto nel 2017 e ha rapidamente sedotto il pubblico di Monaco con la sua singolare identità grafica, il suo buon ristorante e la sua programmazione alternativa. Progettato a quattro mani da Simon Vorhammer e dallo studio knack, il Blitz conta due sale da ballo e fa della particolare attenzione per l'acustica la sua forza. Per un'esperienza ottimizzata per la musica elettronica.

Lunga 35 metri, la dance floor del Blitz combina legno e acciaio per un look soft industrial.

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Courtesy Simon Vorhammer

Blitz - Monaco di Baviera, Germania

Il secondo dance floor del locale si chiama Plus e presenta un pattern iconico sui muri che gioca con la luce.

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Courtesy Vaillo+Irigaray © Rubén Pérez Bescós​

Canalla - Pamplona, Spagna

Immaginato dallo studio di architettura spagnolo Vaillo + Irigaray nel 2014, il club Canalla si trova a Pamplona, in Spagna. Riassumibile come una scatola scura arricchita da dettagli glamour, il locale presenta due gallerie ricoperte di ottone su entrambi i lati della pista da ballo che si ergono come parentesi all'interno della buia stanza centrale in acciaio nero.

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Courtesy Vaillo+Irigaray © Rubén Pérez Bescós​

Canalla - Pamplona, Spagna

Le gallerie del Canalla creano giochi di luce a effetto e sono fondamentali elementi acustici.

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Courtesy Vitra Design Museum​​​ © Anya Sirota and Jean Louis Farges.

The Mothership - Detroit, USA

Gli ultimi anni hanno visto anche l'ascesa di dispositivi effimeri e nomadi. Un incrocio tra un'astronave e la Futuro House del designer finlandese Matti Suuronen, The Mothership è un DJ stand mobile ispirato al P-Funk Mothership, il dispositivo futuristico usato dal re della musica funk Georges Clinton durante molti dei suoi concerti. Nato sulle ceneri di Detroit nel 2014, la struttura poligonale in alluminio è stata progettata dallo studio americano Akoaki.

Il DJ stand The Mothership è stato progettato da studio Akoaki nel 2014.

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Courtesy Villa Noailles © Dylan Perrenoud, Mariana Lopes​

The Club - Lisbona, Portogallo

The Club è un sound system itinerante sviluppato da Leopold Banchini e Daniel Zamarbide di BUREAU A in occasione della Triennale di Architettura di Lisbona nel 2016. Descritto come una cabina rumorosa temporanea, è composto da sei altoparlanti tipo lego, un bar e una DJ station che imita la forma di una casa. Altamente modulabile, ogni elemento può essere organizzato in diversi modi per creare piste da ballo flessibili e adattarsi a situazioni diverse.

Concepito da Bureau A, il The Club è un device modulabile per musica elettronica live.

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Courtesy Vitra Design Museum © Jeroen Verrecht​

New Castel - Horsin, Belgio

Conosciuto per le proprie strutture effimere che incoraggiano i ritrovi urbani spontanei, per l’edizione 2017 dell'Horst Arts & Music Festival lo studio britannico Assemble ha immaginato il New Castel, un'impalcatura gigante avvolta in una rete di plastica bluastra. Semi-trasparente, la struttura si affacciava su un lago tra le colline della regione dell’Hageland, vicino al castello di Horsin, in Belgio. L'edificio temporaneo era caratterizzato da una pista da ballo e corridoi che correvano sopra il palco, proprio come un vecchio teatro di legno.

Lo stage del New Castel è stato sviluppato da Assemble per l’edizione 2017 dell’Horst Arts & Music Festival, in Belgio.

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Courtesy Villa Noailles © Lothaire Hucki​

La Boîte de Nuit - Hyéres, Francia

Se le discoteche sono quindi tutt’altro che morte, è interessante notare come sempre più anche musei e luoghi espositivi s’interessino alla loro influenza sulla nostra società.

Da curatori indipendenti come Catherine Rossi e Sumitra Upham - che nel 2015 hanno presentato a Londra la mostra “Radical Disco: Architecture and Nightlife in Italy, 1965-1975” - all’architetto italiano Emanuele Piccardo - che ha introdotto il tema nella sua esposizione del 2012, Radical City a Torino - sembra davvero che il mondo delle discoteche sia di grande attualità.

Nella primavera del 2017 la Villa Noailles, a Hyéres (Francia), ha organizzato La Boîte de Nuit, una mostra che esplorava la storia delle “boîtes de nuit” (discoteche, in francese) e che includeva una vera e propria dance floor temporanea disegnata da Nicolas Dorval Bory, Sébastien Martinez-Barat e Benjamin Lafore. In un omaggio contemporaneo alla disco ball tradizionale, l’allestimento presentava un dodecaedro rotante - l’elemento essenziale per rendere ogni notte più viva!

Vista della dance floor temporanea alla Villa Noailles.

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