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Cosa vedere a Perugia: un itinerario da archistar

Tra le architetture storiche della città umbra si nasconde una piccola metropoli contemporanea firmata da grandi architetti

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Getty Images

Cosa vedere a Perugia? Protetta da imponenti bastioni e dal profilo della Rocca Paolina con i suoi suggestivi passaggi, l’anima antica di Perugia, fatta di palazzi, chiese e atmosfere che rimandano a un grandioso passato, ogni tanto si concede il vezzo di un salto ai giorni nostri, per mostrare un inatteso lato metropolitano che qui proveremo a scoprire. Per ammirare, il capoluogo umbro in queste sue vesti urban, non resta che armarsi di curiosità e seguire le inaspettate tracce ultramoderne lasciate da celebri architetti e nuovi creativi, in un mix di architettura, design e scenografiche creazioni di una Perugia da vedere.

Come in ogni metropoli che si rispetti, anche Perugia è dotata di un efficiente e super contemporaneo sistema di trasporto pubblico urbano, una piccola subway tailor made, immaginata su misura per la città dalla fantasia dell’architetto francese Jean Nouvel. Il Minimetrò è un sistema automatico di trasporto su rotaia che attraversa il capoluogo umbro per quattro chilometri. Lungo il percorso sono presenti sette stazioni, disegnate sempre da Nouvel utilizzando soluzioni stilistiche pensate per permettere un’armonica fusione degli edifici con il contesto ambientale. Da capolinea a capolinea, forme e materiali all’insegna della massima trasparenza ed essenzialità accompagnano i passeggeri fino al teatrale ingresso nell’acropoli, che trasforma il viaggio in un suggestivo tuffo underground.

 

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Nell'acropoli di Perugia cosa vedere? Beh una volta raggiunto il centro storico sarà possibile ammirare un altro mondo nascosto. In piazza Morlacchi, le sobrie facciate di Palazzo Grossi celano un sorprendente e vivace nucleo decisamente contemporaneo, nato dal progetto di restyling firmato dallo studio di architetti perugino HOF. Il profilo cubico dell’edificio è stato come attraversato da un vento creativo d’ispirazione nordeuropea che ne ha rivoluzionato il cuore, facendo incontrare tradizione e innovazione. Grazie a questa metamorfosi negli ambienti del palazzo sono apparse attualissime soluzioni come dettagli in corten, tecnologie green e colorati interventi artistici. L’elemento più suggestivo del progetto è certamente un giardino pensile, impreziosito dalla statua di un grifone realizzata con 224 aste d'acciaio zincato e 2072 piccole sfere di ceramica rossa.

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Spostandosi un po’ più in là, in via Chiusi, la soglia di Wood Ideas condurrà i visitatori in un mondo di creazioni di design e natura. Come è facile intuire dal nome dello store, nell’universo di Sergio Mbaya il legno è assoluto protagonista. L’elegante e versatile materiale qui dà forma a un mosaico di originali elementi d’arredo e oggetti d’uso quotidiano, pezzi tutti da scoprire che compongono un ispirato omaggio all’artigianalità e al fascino unico dell’handmade. 

 

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Dalla fantasia di Aldo Rossi, pioniere degli architetti italiani alla conquista del premio Pritzker, nasce invece un altro simbolo della Perugia metropolitana: il Centro direzionale di Fontivegge. Questo centro multifunzionale, pensato per essere un’efficace e vivibile alternativa al centro storico, rappresenta un significativo tentativo della città di accostare al suo seducente passato medievale una nuova identità urbana. Una Perugia analoga che cita le atmosfere e le dinamiche dell’antico centro utilizzando un linguaggio architettonico ultramoderno, per plasmare un nuovo luogo d’incontro nel quale modernità e passato industriale si sfiorano con monumentale eleganza.

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Cosa visitare a Perugia nella frazione di San Sisto? Facile, qui si trova spazio dai primi anni 2000 una delle più originali biblioteche del mondo. Nata da un progetto firmato dall’architetto milanese Italo Rota, la Biblioteca Sandro Penna è un vero e proprio, vivacissimo, disco volante pieno di cultura atterrato nei pressi di Perugia. Con il suo inconfondibile profilo vetrato rosa e il suo suggestivo impatto sul paesaggio notturno della zona, l’edificio è diventato un iconico simbolo della città umbra. Dietro alle sinuose strutture metalliche, alle vetrate rosate e ai pannelli trasparenti impreziositi dai versi del poeta Sandro Penna, anche grazie a nove lucernari a forma di oblò, la luce naturale attraversa gli spazi aperti dei tre piani della struttura, illuminando le migliaia di volumi, dvd e cd musicali custoditi nella biblioteca.

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Proseguendo nel viaggio fuoriporta e arrivando fino a Corciano, ci si può imbattere nell’opera di un altro famosissimo architetto italiano. Per progettare il quartiere Il Rigo, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, Renzo Piano si ispirò alla forma e alle caratteristiche del cubo di Rubik. L’idea era quella di plasmare il cemento armato per dare forma a un complesso residenziale costituito dalle diverse composizioni di cellule abitative prefabbricate. Sebbene, in fase di realizzazione, la struttura non abbia conservato proprio tutte le peculiarità del progetto iniziale, resta comunque un interessante esempio di edilizia evolutiva e avanguardia architettonica.

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