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48h nei vicoli della capitale medievale del Marocco

Tra le tortuose vie di Fez, a caccia di tracce di storia e antiche architetture rinate in una città considerata Patrimonio dell'Umanità

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Getty Images

Se, come recitava un famoso spot pubblicitario, cercate un efficace antidoto al logorio della vita moderna, se, come aggiungiamo noi, cercate una via di fuga dal prevedibile grigiore della metropoli, allora sarete uomini felici tra le vie segrete di Fez.

Così dopo aver offerto un liquore a Kipling, eccoci pronti a suggerire ai viaggiatori più curiosi un breve itinerario attraverso gli stretti vicoli della città marocchina, alla scoperta dei suoi tesori più o meno nascosti. Fez, infatti, da più di 30 anni è inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità ed è da sempre considerata uno dei centri più attraenti di tutto il mondo islamico, grazie alla sua tortuosa Medina esplorabile solo a piedi, alle sue improvvise piazze, ai suoi suggestivi edifici e ai suoi scenografici laboratori a cielo aperto.

 

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Tra i luoghi più spettacolari della città c’è sicuramente il quartiere dei conciatori, un vero e proprio quadro architettonico. Coloratissimo e pieno di fascino, questo angolo di Fez sembra uscito direttamente dal medioevo con il suo inimitabile susseguirsi di vasche in pietra riempite con liquidi e coloranti naturali, ricavati dal papavero, dall’indaco, dall’henné, dallo zafferano, dal melograno o da altre materie prime decisamente meno nobili.

I balconi delle botteghe che popolano questa parte della Medina di Fez da più di mille anni sono un punto fantastico per ammirare il panorama, dopo essersi avventurati in strette stradine abitate da asini carichi di pelli e odori pungenti da combattere con un rametto di menta sotto il naso.

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Tutta da scoprire anche la Madrasa Bou Inania, l’unica scuola di scienze teologiche della città che può vantare un minareto. Uno straordinario esempio di architettura merinide risalente al 1300, impreziosito dalla vivace eleganza delle geometrie di una serie di mosaici in terracotta invetriata e dallo charme di ricercati soffitti in legno di cedro intagliato. Di fronte alla madrasa, un altro imperdibile gioiello di tecnica ed estetica: un imponente orologio idraulico, composto da 12 finestre ad arco animate da un infallibile meccanismo.

 

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All'ingresso del mercato delle spezie e dei profumi, si trova la Madrasa al-Attarin, ovvero la madrasa dei profumieri. Questa scuola, come le altre sue simili a Fez, nasconde un favoloso universo di motivi decorativi che ornano un ampio cortile e le sue arcate rettangolari, in un ispirato mix di piastrelle smaltate, ornamenti in stucco, cornici di legno intagliato e solide colonne di marmo.

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Grazie alle molteplici tracce di storia e culture che popolano le sue strade, la città di Fez offre ad architetti e creativi numerose occasioni per mettere alla prova la propria fantasia in arditi e originali progetti di recupero.

Uno di questi è stato firmato dallo studio Oualalou + Choi che per l’occasione ha riportato a nuova vita gli spazi di quattro caravansérail nel cuore della città vecchia, fondendo discipline diverse come l’urban design, il restauro architettonico e l’architettura del paesaggio. Per completare il lavoro di restyling, i progettisti si sono affidati al calore del legno e a suggestioni legate alla locale e antichissima industria del rame.

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Avventurarsi nei labirinti alla ricerca di tesori nascosti, si sa, può però causare un certo appetito. Per rimediare a questo “effetto collaterale” può essere consigliabile una tappa al The Ruined Garden, un café-ristorante nato tra le rovine di una vecchia casa a corte nel cuore della Medina. Ad attendere i visitatori che riusciranno a trovare il locale orientandosi tra i vicoli (è possibile prenotare anche una guida per raggiungerlo), cibi di strada, dolci, succhi di frutta e ricette che reinterpretano la classica cucina marocchina, tutti creati con prodotti locali freschi, a volte coltivati proprio all’interno del giardino (ruinedgarden.com).

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Per la notte, una sosta rigeneratrice al Palais Amani: un tipico riad trasformato in un lussuoso hotel. Tra le strutture a più piani e i cortili di questo classico edificio urbano marocchino sono state ricavate quindici accoglienti camere e confortevoli aree comuni, tra le quali un rooftop bar dove rilassarsi con un cocktail con vista, un salone con camino per le giornate più fredde, una cucina dove apprendere i segreti della gastronomia locale e un tradizionale hamman nel quale dimenticare definitivamente il significato della parola “stress” (www.palaisamani.com).

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di Francesco Marchesi / 13 Gennaio 2018

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