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Campus Humanitas University, ecco dove studieranno i medici di domani

A due passi da Milano l'eccellenza della medicina racchiusa in un nuovo complesso all’avanguardia da 100 milioni di euro

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Sostenibilità ambientale e contaminazione tra i diversi saperi, ecco gli ingredienti del nuovo Campus Humanitas University - facoltà internazionale di Medicina e Chirurgia, Infermieristica e Fisioterapia presso l’Humanitas Research Hospital.

È a Pieve Emanuele, sud di Milano, che è stato inaugurato pochi giorni fa il giovane ateneo privato in cui la medicina si insegna in inglese e dove Premi Nobel, Luminari, docenti, ricercatori, giovani allievi si troveranno allo stesso tavolo per lavorare in team, condurre nuove ricerche o semplicemente sorseggiare un caffè.

L’eccellenza della medicina racchiusa in un nuovo complesso all’avanguardia da 100 milioni di euro. A progettarlo Filippo Taidelli dello studio FTA, che già dal 2005 si distingue a livello internazionale per un approccio basato sull’integrazione di tecnologie innovative e materiali tradizionali con una sensibilità volta all'efficienza energetica e al rispetto del contesto. Ed è proprio il contesto ad aver ispirato la composizione del nuovo Campus Humanitas University. Così la tipologia a corte, tipica della cascina lombarda, è trasposta nell’organizzazione dei tre volumi principali del complesso organizzati attorno ad una piazza centrale, reinterpretazione contemporanea dell’aia.

I 3 blocchi, semplici ed essenziali nelle loro tonalità calde, favoriscono la funzionalità. Vi è un edificio multipurpose che ospita la mensa, la biblioteca e gli spazi comuni. Poi vi è un polo per la didattica con aule, uffici e un Simulation Lab che con i suoi 2.000 metri quadrati è tra grandi d’Europa. Infine il blocco dei laboratori. Qui gli spazi sono articolati attorno a un grande corte interna coperta da una struttura frangisole che permette di ricevere luce e aria naturale a vari piani.

Il campus, che è stato progettato per ospitare 1.200 studenti provenienti da 31 Paesi, oltre a docenti e ricercatori, è all’avanguardia dal punto di vista dell’ecosostenibilità. Pompe di calore ad acqua di falda, riscaldamento a pannelli radianti e pannelli fotovoltaici in copertura assicurano la diminuzione dei consumi energetici e l’incremento del comfort per gli utenti, tanto che il complesso è certificato in classe energetica CENED A3.

Su modello dei campus anglosassoni il nuovo complesso dell’Humanitas University è inserito in un grande parco pedonale ma è perfettamente connesso a livello funzionale con il polo ospedaliero dove gli studenti faranno praticantato. Per loro in arrivo a nel 2018 anche una residenza universitaria da 240 posti firmata sempre dallo Studio FTA Filippo Taidelli.

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di Pietro Terzini / 27 Novembre 2017

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