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Buenos Aires, cosa vedere in città in 10 punti seducenti e clandestini

Alla scoperta delle architetture e degli esempi di design più interessanti della metropoli del tango

Buenos Aires
Getty Images

Buenos Aires, cosa vedere.

Fascinosa, elegante, intensa e sfrontata come un tango infinito, Buenos Aires dietro al suo volto più noto accoglie un’anima vibrante in continua evoluzione, fatta di architettura, design e dell’inesauribile creatività dei suoi abitanti.

Buenos Aires, tra i luoghi di interesse la Baires che si muove dietro ai suoi simboli più celebri, come la Casa Rosada, gli storici caffè o le meravigliose strade alberate, si incontrano tracce di diversi elementi: dal talento molto argentino di improvvisare efficacemente ai segni delle diverse culture arrivate in città con l’immigrazione, passando per atmosfere urbane colorate e orgogliose testimonianze di un’irriducibile resilienza.

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Sarà stato, forse, proprio questo inimitabile mix a ispirare l’architetto spagnolo Santiago Calatrava che proprio a Buenos Aires ha dato forma al suo unico progetto in America Latina: il Puente de la Mujer. Diventato un simbolo di rinascita per la decadente area portuale di Puerto Madero, questo ponte pedonale mobile in cemento e acciaio, lungo più di 100 metri, unisce funzionalità e personalità, grazie al suo inconfondibile profilo.

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Tra le opere più singolari che si nascondono nelle vie della capitale argentina, c’è sicuramente la Floralis Generica. Un grande fiore in acciaio e alluminio da 18 tonnellate, creato dall'architetto Eduardo Catalano, che ogni mattina apre i suoi petali per poi richiuderli al tramonto, emanando un intenso bagliore colorato.

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Restando in tema di colore, le case de La Boca sono uno degli angoli più vivaci di Buenos Aires. Dietro le intense cromie delle facciate si cela un caleidoscopico concentrato di cultura argentina, un universo tutto da esplorare composto da club di tango, laboratori di artigiani, negozi tipici e suggestioni da set cinematografico.

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Un altro tratto distintivo di Baires è il suo rapporto con la street-art. Nella capitale argentina, infatti, murales & co non sono considerati forme di vandalismo ma parti di una diffusa galleria a cielo aperto. Probabilmente anche perché l’energia di lavori realizzati da artisti come Gaulicho, Mart, Jaz e Ever ha contribuito a illuminare i momenti più bui della città.

Apprezzate oasi protette di questa forma d’arte sono l’organizzazione graffitimundo e la Galeria UNION, che espone periodicamente le creazioni di artisti provenienti dalla scena street.

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Per perlustrare il lato artistico della metropoli da vedere in Argentina in modo più istituzionale, una tappa obbligata è il MALBA, ovvero il Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires. La struttura nata nel 2001 da un progetto firmato dagli architetti Gaston Atelman, Martin Fourcade e Alfredo Tapia, scelto tra oltre 450 proposte provenienti da tutto il mondo, ospita le opere della Collezione Costantini e un centro culturale che organizza mostre d'arte e cinema.

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Tra i locali di una ex-centrale elettrica da qualche anno è nata l’Usina del Arte, uno dei più importanti spazi d’arte della città. Tra atmosfere post-industriali, architetture in stile rinascimentale fiorentino e interni ripensati all’insegna della modernità, la struttura ospita mostre d'arte ed eventi musicali live.

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Tra le peculiarità di Baires, c’è anche quella di essere una delle città con più librerie pro capite al mondo. Tra queste spicca una dei più suggestivi bookstore del globo, la libreria El Ateneo Grand Splendid. Nata nel 2000, tra le mura di uno storico teatro cittadino primo Novecento, oggi la libreria può vantare inimitabili angoli dedicati alla lettura e un’accogliente area caffè.

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In termini di locali unici, la capitale argentina non ha nulla da invidiare al resto del mondo grazie a realtà piene di charme come il concept store Casa Cavia. Realizzato tra le architetture anni Venti di una villa disegnata dall’architetto Alejandro Christophersen, questo spazio, dopo un radicale restauro curato dallo studio KallosTurin, oggi ospita un ristorante, una pasticceria, un fiorista, una profumeria e una piccola casa editrice.

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Per immergersi nel lato più boreale della metropoli argentina basta entrare nel Fiii Fun House. Un bar per famiglie dal design nordico, un’originale caffetteria abitata da mini capanni in legno e aree gioco per i più piccoli, immaginata dall’architetto portoghese Íris Cantante con i progettisti Diego Cores e Mariela Vergagni. A impreziosire gli interni, arredi custom made e sedute-amache sospese.

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Infine, tra le cose da vedere a Buenos Aires, una città che si muove a ritmo di tango, non può mancare un lato un po’ clandestino. Un universo composto da una serie di bar segreti, tutti da scoprire per sentirsi un vero cittadino di Baires. Locali come il Frank's, dove per entrare servono una password ricevuta via social e le indicazioni di un buttafuori, il Victoria Brown, un’oasi steampunk celata dietro il muro di mattoni di un bar, o l’878, un popolare speakeasy nato sull’onda della tradizionale passione argentina per gli amari.

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