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irefuse Italia

Piuarch, tre progetti green per Milano, Chicago e San Paolo

Parole d'ordine: agricoltura urbana, analisi del contesto, riqualificazione. Ma tutto nasce da un'ex tipografia di Brera

architettura-ecosostenibile-piuarch-san-paolo
courtesy Piuarch

Che tra le parole d’ordine del futuro ci siano bioedilizia, e architettura ecosostenibile, non può che rallegrarci e farci tirare un sospiro di sollievo. Se i grandi della politica internazionale non pensano al clima, almeno se ne occupano, con i loro mezzi, architetti e designer. E di nuovi progetti ecosostenibili ne sorgono ogni giorno a decine, ma i tre che vi presentiamo - Espaço, Synergy Gardens, Porta Nuova Building (Rooftop Garden), sono firmati dagli italiani dello studio di architettura Piuarch, e sono stati concepiti nel cuore di una città, Milano, che fino a qualche decade fa era emblema di un grigiore cementizio contro natura – si legga il De Carlo di Due di due elogiato da Calvino – e che oggi assurge invece a capitale della creatività verde.

La storia inizia poco più di vent’anni fa, quando i quattro architetti Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario prendevano lo spazio industriale di una ex tipografia a Brera, e lo trasformavano in un open space dove far scorrere talento, energia, intelligenza. In una parola, fondavano Piuarch, uno studio d’architettura che dal 1996 a oggi ha collezionato un palmarés ammirevole di premi e concorsi vinti. Per intenderci, è loro il progetto per il Padiglione Enel a Expo, hanno vinto loro le Medaglie d’oro della Triennale di Milano (2009 e 2012) con i progetti di headquarters di D&G e di Bentini, ed è stato assegnato a loro il Premio “Architetto italiano” nel 2013, dal Consiglio Nazionale degli Architetti in collaborazione col MAXXI di Roma.

Protagonista importante, quindi, del panorama contemporaneo, oggi Piuarch conta ben quaranta collaboratori, tra architetti e ingegneri, alle prese con progetti di edifici pubblici, di complessi per uffici, di residenze, di spazi commerciali, di boutiques sino al disegno di piani urbanistici o proposte di interior design. Un’attività che spazia anche all’estero, in paesi come Cina, Algeria e Russia.

Ad aiutarli, non solo il fantasma di Gutenberg della vecchia tipografia – il primo vero designer della storia! - ma un intento stilistico unico, e per questo mai univoco: raccontare lo spazio in modo sempre originale grazie all’analisi del contesto. L’imperativo è guardarsi sempre intorno per osservare l’ambiente fisico ma anche e soprattutto il contorno storico, artistico e culturale, onde rispettare l’identità dei luoghi nella loro specificità. Insomma, un’architettura integrata e contemporanea, sintetizzata dal motto che si legge nella presentazione: “il singolo edificio è sempre visto come parte del tutto. Ogni edificio deve dialogare con la storia, le caratteristiche e le esigenze di un particolare luogo e tempo”.

Porta Nuova building – Rooftop Garden. Tutte le immagini: courtesy Piuarch

Cantiere di idee sempre aperto, oggi Piuarch ha tre proposte green per tre grandi metropoli del mondo. La prima, visionaria, è per Milano: Piuarch vuole trasformare la copertura del Porta Nuova Building in un orto urbano in quota, aperto al pubblico. Porta Nuova building – Rooftop Garden è un modo per ripensare il tetto del complesso costruito nel 2013 su Piazza Gae Aulenti. Una terrazza verde per migliorare l’affaccio per gli edifici limitrofi e portare il tema dell’agricoltura nel bel mezzo della città. Visibile dall’alto, certo, ma con vista sullo scenario del nuovo distretto milanese. “Uno spazio polivalente,” – si legge – “aperto al pubblico e dotato di un servizio di ristorazione che utilizza i prodotti coltivati in loco; un luogo per concerti e manifestazioni o ancora una palestra all’aperto per corsi di yoga o altre discipline sportive”. Una copertura green che dialogherebbe con il contesto e con il Bosco Verticale, rafforzando l’identità di Piazza Gae Aulenti e dell’intero quartiere delle varesine.

I tetti verdi, però, si moltiplicano nel progetto green di Piuarch per Chicago (immagini sopra). Synergy Gardens è stato presentato alla Biennale di Architettura di Chicago 2017 (leggi anche → Biennale di Architettura di Chicago, la seconda edizione punta tutto sulla Storia) e “immagina un network sinergico” di tetti verdi, una rete di orti a copertura delle scuole di Chicago Public School: un sistema organico e coerente di luoghi “green”, che assorbano il tema dell’agricoltura nel cuore della città e lo tramutino in “un fatto virale, didattico, social e culturale”. 

Gli appassionati della serie tv Shameless capiranno quanto possa essere importante, nella distesa di sobborghi della Chicago residenziale, diffondere la pratica dell’Urban farming e moltiplicarla con una vera e propria rete: l’agricoltura urbana è attività latrice di importanti valori, tra cui la promozione di un senso di “comunità”, il sostegno alla filiera del cibo a “km 0”, il miglioramento dell’efficienza termica dei luoghi, la riqualificazione del landscape cittadino e architettonico.  

Landscape urbano che può essere radicalmente riqualificato in una città come San Paolo. La metropoli brasiliana è la terza tappa green di Piuarch: “Espaço” è il progetto immaginato per l’11° Biennale di architettura di San Paolo, città il cui tessuto edilizio può – forse - essere rinnovato con un sistema modulare per trasformare gli spazi inutilizzati in luoghi per l’aggregazione sociale, la diffusione della cultura, la prestazione di servizi. Tutto in un’ottica green. Un elemento, il modulo di Espaço, bidimensionale e tridimensionale: ispirato all’identità della città e concepito come strumento ripetibile all’infinito, adattabile ad aree diverse per grandezza, dove la componente verde è parte integrante del programma di trasformazione.  

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di Roberto Fiandaca / 28 Settembre 2017

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